mercoledì, 05 aprile 2006
 

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martedì, 04 aprile 2006
 

"Non possono esserci così tanti coglioni che votano a sinistra"

Italia: popolo di santi, artisti, navigatori e coglioni
Il Premier continua la sua campagna elettorale, ma questa volta ha davvero toccato il fondo. Dì la tua
Quando la campagna elettorale tocca il fondo e continua a raschiarlo: ora chi vota a sinistra, a detta del presidente del consiglio, è un coglione.
Ebbene sì, un coglione che andrebbe contro i propri interessi visto che lui promette di togliere l'Ici e altro.
Avete capito, italiani che alle ultime elezioni avete decretato la vittoria del centrosinistra alle regionali (non fornisco dati per non sbagliare)? Siete/siamo tutti coglioni.
Ringrazio vivamente il nostro premier per questa alta considerazione che ha di noi. 

 

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domenica, 05 febbraio 2006
Non voterò la casa delle libertà... 

Non voterò la casa delle libertà…

perché voglio un governo che pensi agli interessi di tutti i cittadini…non di uno solo

perché negli ultimi 5 anni Berlusconi è diventato più ricco

perché negli ultimi 5 anni un metalmeccanico è diventato più povero

perché meno tasse per tutti………..solo per mediaset

perché mia mamma sta ancora aspettando l’aumento della pensione

perché non voglio più avere un governo di plurinquisiti e pluricondannati

perché mio nonno è stato ucciso dai fascisti

perché Alleanza Nazionale è nostalgica del fascismo

perché nella mia regione governa il centrosinistra….e governa bene

perché non credo nelle ronde anti immigrati

perché non credo a chi possiede 3 televisioni e diversi giornali e dice che l’informazione è in mano alla sinistra

perché non c’è il pericolo di un regime comunista

perché Fassino è una brava persona

perché Dell’Utri, Previti, Scajola……non sono brave persone

perché voglio una sanità per tutti…non solo per chi ha i soldi

perché dietro alle Grandi Opere ci sono forti interessi economici del Governo

perché non credo alle missioni di guerra come strumento di pace

perché non credo alle missioni di pace come strumento di guerra

perché le armi di distruzione di massa in Iraq le devono ancora trovare adesso

perché voglio che l’Italia sia un grande stato

perché non voglio che l’Italia rimanga umile serva degli Stati Uniti

per altri 1000 motivi che mi fanno credere che Berlusconi & C. pensino solo ai loro interessi

Postato da: crescentinosocialforum a 16:37 | link | commenti (17)
global

sabato, 23 luglio 2005
Slacker 

Tana di mauvanpelt - interno notte

Vado via qualche giorno in montagna, apro l’astuccio dei cd: cosa ci metto? E’ tardi, ma c’è sempre tempo per una playlist “on the road”, anche di notte. Beh, si parte dagli ultimi ascolti, ce l’ho tutti in mente. Il più è trovarli nel caos della mia stanza. Quale pila scegliere? E se poi quello è l’anello portante? Franerà tutto!

Nero

Camera capovolta: la lista è più prolissa del solito e poi se guardo a quanto starò via, manco andassi a…
Vabbè, mi terranno compagnia: 

Xiu Xiu, l’ultimo (La Foret), già grande dai primi ascolti
The Kinks Face to Face: arrivo tardi ma arrivo!
Micah P.Hinson The baby & the Satellite. L’ep che non è un ep: demo e riletture
Jackie-O Motherfucker fig.5: senza parole, pieno e vario come mai più ('99)
Appleseed Cast Mare Vitalis. Per il cuore: gimme emo!
Okkervil River Black Sheep Boy. Verso la perfezione c’è Will Sheef
Three Silver Mt.Zion Horses in the sky, grazie al consiglio di ruckert
Shipping News, ho trovato il loro primo album, da Les, Save Everything e non l’ho ancora ascoltato, ma c’è sempre una parte di loro in me
Antony and the Johnsons I am a bird now, come avevo fatto a snobbarlo?
Girls in Hawaii From here to there, ne avevo già parlato: per non dimenticarmi mai dell’indie rock
Black Eyes Cough, quando avrò bisogno di una scarica elettrica
Infine, Materiale Resistente: mi serve Wir sind Partisanen!   

Titoli di coda

Ma Andò vai?!   

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culture e ozio

Sportello antipro 

riceviamo e pubblichiamo

E’ nato lo Sportello contro il proibizionismo e la repressione! Vieni a segnalarci casi di fermi, segnalazioni, abusi di potere da parte delle forze dell’ordine o semplicemente per chiedere informazioni. Questo sportello è nato per tentare di fermare l’ondata repressiva che stanno subendo soprattutto i giovani, ma non solo, consumatori di cannabis e derivati, nella nostra città. E’ impossibile che i pochi luoghi di aggregazione giovanile siano sempre pattugliati e controllati, non accettiamo che il proibizionismo e la repressione si propaghino per la città continuando a creare nuove innocenti vittime, ne abbiamo basta di “missioni anti-droga” per qualche grammo di fumo… Vogliamo che attorno a questa nostra iniziativa nasca una vera e propria rete di insubordinazione e controinformazione su queste tematiche, aiutateci e aiutiamoci!
Si può contattare lo Sportello contro il proibizionismo e la repressione tramite mail: sportello_antipro@libero.it, tramite fax 0161/251000, chiamando 0161/265500 chiedendo la consulenza delle/dei GC  o passando direttamente nella federazione provinciale del PRC dove ci saranno nostre/i militanti.


Giovani comuniste/i –Disobbedienti, Vercelli

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glocal

giovedì, 14 luglio 2005
Cartoline dal Piemonte 

Ai confini delle province di Torino e Vercelli in questi anni si stanno concentrando nuovi progetti di impianti inquinanti (centrali termoelettriche, Ignitor, scorie nucleari e inceneritore), in una zona che già non sta troppo bene.
Per riappropriarci del nostro territorio e perché questo non passi sotto silenzio, sabato, 16 luglio, a Chivasso, dal primo pomeriggio fino a mezzanotte si svolgerà, in piazza  Duomo, Cartoline dal Piemonte: un viaggio attraverso i problemi ambientali del nostro territorio.
Una grande fiera e festa ambientalista, tra musica, teatro, stand espositivi e spunti di riflessione per conoscere e capire ciò che sta succedendo accanto alle nostre case. Un territorio ampio che abbraccia Chivassese, Vercellese, basso Canavese, le colline del Po e parti del Monferrato.
La manifestazione è organizzata da Libero comitato 'Aria Pulita' di Chivasso e Comitato Spontaneo Arcobaleno di Rondissione.
Parteciperanno diversi comitati e associazioni tra cui: Social Forum 'Peppino Impastato' di Crescentino, Comitato 'Basta strade' di Chivasso, Greenpeace, Comitato 'No Inceneritore, no inquinamento' di Livorno Ferraris, Legambiente e l’associazione Salix Alba di Saluggia, Comitato 'Ira' di Torrazza Piemonte e Comitato 'Parco Mauriziano' di Chivasso.

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eventi, glocal

lunedì, 11 luglio 2005
Srebrenica dieci anni dopo 

A poche ore di macchina dall’Italia per tutto lo scorso decennio si è combattuta una guerra, nel cuore della civile Europa, che abbiamo già rimosso.
Srebrenica era una di quelle zone protette dall’Onu (missione Unprofor), un'enclave musulmana all’interno della Bosnia-Erzegovina, fin dal 1993. Una città tra le valli e i monti della Bosnia orientale, vicino alla Drina, il fiume che spesso nella storia assurse a simbolo di “limes” tra Oriente e Occidente. 
Prima della guerra contava quasi 40 mila abitanti, in larga maggioranza musulmani; ora solo un quarto. Dopo la pulizia etnica, sono rientrati circa quattromila musulmani, gli altri seimila residenti sono serbi. Musulmani più che altro per l’anagrafe, perchè in Jugoslavia il fattore religioso era assolutamente secondario; fecero ogni tanto ricorso al termine Bošnjaci, per distinguersi dal termine bosniaci (indicante tutta popolazione della Bosnia).
A Srebrenica si erano rifugiati migliaia di profughi musulmani, assediati dall’esercito serbo-bosniaco comandato dal generale Ratko Mladić. Era zona protetta dai caschi blu, in questo caso truppe olandesi sotto l’egida del generale francese Philip Morillon, che aveva rassicurato la popolazione di sicura protezione. Nel luglio del 1995 la morsa delle milizie serbo-bosniache (all’interno c’erano anche gruppi paramilitari e mercenari) si fece più stretta. L’11 luglio occuparono con la forza l’enclave. Iniziarono rastrellamenti, stupri e fughe di massa (non si contarono i suicidi). Gli uomini vennero fatti prigionieri e poi uccisi, come altri che tentarono invano la fuga nei boschi. Si parla di 8000 morti (bosniaci musulmani dai 15 ai 70 anni). Tutto avvenne sotto lo sguardo indifferente dei militari dell’Onu, che nulla fecero per proteggere la popolazione.
La verità è che Srebrenica fu abbandonata da tutti. Fu anche abbandonata dallo stesso Izetbegović, presidente musulmano della Bosnia. Fu una sconfitta per la comunità internazionale che nulla fece per fermare il massacro.
Di Ratko Mladić e di Radovan Karazdić leader ultranazionalista dei serbo-bosniaci, principali imputati del massacro (che assunse le dimensioni di un genocidio) si sono perse le tracce. Li cerca da anni il Tribunale internazionale dell’Aja.
Questa mattina migliaia di musulmani bosniaci, almeno 50 mila persone, si sono ritrovati nella cittadina per ricordare cosa accadde quell'11 luglio di dieci anni fa. Era presente per la prima volta il presidente della Serbia Tadic. 
La riconciliazione, però, a Srebrenica, che ora si trova nella Republika Srpska (entità serba di Bosnia), è ancora lontana; domani i serbi-bosniaci commemoreranno i loro morti. Non sono certo serviti, a questo fine, gli accordi di Dayton del 1995, che hanno posto fine alle guerra, ma hanno difatti, in un certo senso, avvallato la pulizia etnica applicata durante il conflitto, suddividendo la Bosnia-Erzegovina in due entità etniche, dando così priorità al primato dell’etnia rispetto a quello della cittadinanza.
E’ importante ricordare Srebrenica, perché solo dieci anni fa ci fu il più grande massacro in Europa, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Perché la memoria non si smarrisca e non permetta che ciò riaccada, perchè ci sia giustizia e verità per le vittime. E poi, ricordare le guerre jugoslave, perché non sono state quella guerra tribale che ci vogliono far credere, ma una guerra assolutamente moderna, che ci chiama tutti in causa. Inoltre, sono stati conflitti in cui la pulizia etnica è stata utilizzata in modo indiscriminato dalle varie parti in guerra, con il pretesto della purezza etnica. Vukovar e Sarajevo sono state distrutte: erano città cosmopolite, là la convivenza era ormai consolidata. Sono state distrutte per mettere in scena una fasulla impossibilità di convivenza. La causa non è stata l’odio etnico (erroneamente definito 'atavico' nelle popolazioni balcaniche), ma l’utilizzo politico che hanno fatto dell'etnia le lobby al potere, che non si sono altro che arricchite durante la guerra civile. 

Non dimentichiamo, infine, Srebrenica perché il principio di cittadinanza è un valore fondamentale, ricordiamolo nella nostra 'civile' Europa.

Postato da: mauvanpelt a 23:48 | link | commenti (3)
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sabato, 09 luglio 2005
Segnali di fumo: guerre 

Due giorni dopo le bombe terroristiche nel metrò e sui bus di Londra.
A Londra, dopo New York e Madrid. La guerra ripiomba sul fronte occidentale.
Quella guerra, illegittima, che non cessa di finire nell’antica Mesopotamia.
Bisogna rompere la spirale guerra-terrorismo.
E l’unica strada, sembrerà retorico (ma non vedo altre soluzioni), è quella della mobilitazione civile, pacifista, contro la barbarie (guerra e terrorismo); quella della nonviolenza.


* Il Manifesto Tempo di guerra di G.Polo

* Liberazione Puntuali e potenti di R.Gagliardi


su PeaceReporter
* dossier 7 luglio attacco a Londra
* dopo il G8 a Gleneagles

e poi...
* articoli su ReporterAssociati
* dichiarazione indymedia uk su Vita

Postato da: mauvanpelt a 15:04 | link | commenti
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Agire locale pensare globale 

Sgomenti apprendiamo degli attacchi pubblici dell’assessore Arlotta, a mezzo stampa e in Consiglio comunale, rispetto ad un post/articolo pubblicato da Idee in Movimento, La fine della Storia con le folli idee del pelato locale, definito in un’arringa e interpellanza comunale “vigliacco senza onore”. Il pezzo non è stato l’unico oggetto delle furenti dichiarazioni in Consiglio (diverse contro la sinistra), proprio in quei luoghi dove non è prevista replica né del pubblico né degli interpellati (se non sono consiglieri).
L’articolo utilizzava nell’incipit il registro della satira per introdurre l’argomento; il titolo, che ha così scandalizzato era un riferimento al noto libro di Francis Fukuyama “La fine della storia e l’ultimo uomo”, che pensavamo un assessore alla cultura potesse almeno conoscere. Si tratta di un autore liberale, certo non di sinistra, e molto distante dalle nostre posizioni.
Speriamo che la libertà di stampa e di critica sia ancora possibile, anche se sono continui e generalizzati gli attacchi in Italia alla sua integrità, che è alla base della democrazia.
D’ora in poi questo no-magazine starà al di fuori dalle beghe strapaesane, come dagli intenti per cui era nato. Certo le tematiche del territorio saranno sempre uno degli interessi, ma fuori da ogni provincialismo, perché riteniamo ancora valido quello che si diceva agli inizi del movimento dei movimenti: “agire locale pensare globale”.
I toni utilizzati dall’assessore, sempre fuori dalle righe (che abbiamo evitato di riportare in toto), non ci appartengono preferiamo la sobrietà, l’ironia e la radicalità nell’analisi.

Postato da: crescentinosocialforum a 14:57 | link | commenti (2)
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venerdì, 01 luglio 2005
Calcio da cani e uomini beoti 

Mettere dei cani, boxer, in un fasullo campetto da calcio, farli giocare una fantomatica sfida Milan –Juve, con tanto di ridicole magliette, storditi dalle urla degli umani, divertirebbe qualcuno? Ebbene sì, succede qui in questa piana assolata ai piedi del Monferrato. Due appuntamenti, a Cigliano stasera e domani a Crescentino, con "Calcio giocato da cani". Uno spettacolo che, dopo qualche anno di assenza, si sta nuovamente diffondendo nel vercellese e novarese.
Utilizzare gli animali, ridicolizzandoli e sfruttandoli (e anche spaventadoli), per il proprio divertimento è assolutamente squallido e non credo ce ne sia la necessità, neppure come appuntamento di ‘intrattenimento’ estivo o per saziare un sorriso beota. Guarda caso, i cartelloni estivi di provincia sono assolutamente magri di appuntamenti se non completamente vuoti. Ci rifacciamo con queste manifestazioni idiote?
Associazioni animaliste e ambientaliste stanno organizzando una protesta. Intanto, visto il silenzio interessato delle amministrazioni, incominciamo ad inviare mail di protesta o fax, al sindaco di Cigliano (sindaco@cigliano.net, fax del Comune 0161-433988). La mail del sindaco del comune, ormai feudo, di Crescentino pare non sia pubblica (fax del Comune 0161-842183). Mai sia lesa maestà, pare.

Postato da: mauvanpelt a 19:51 | link | commenti (7)
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